In Basilicata il modello sperimentale della farmacia dei servizi: migliore accessibilità alle cure e snellimento delle liste di attesa. I dettagli

In una nota, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Vizziello, con riferimento all’approvazione, nella seduta di ieri del Consiglio Regionale della Basilicata, della mozione sull’istituto della farmacia dei servizi (proposta dallo stesso Vizziello) dichiara:

“E’ stata approvata all’unanimità, con sedici voti favorevoli, la mozione presentata da Fratelli d’Italia e diretta ad istituire in Basilicata il modello sperimentale della farmacia dei servizi, un passo avanti nella direzione del potenziamento della cosiddetta medicina territoriale, elemento fondamentale per una migliore gestione del fenomeno delle malattie croniche che colpiscono tanti cittadini lucani.

Se è vero com’è vero che a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione le malattie croniche rappresenteranno tra qualche anno circa l’80% di tutte le patologie esistenti e che per una appropriata gestione del fenomeno della cronicità occorre potenziare la dimensione distrettuale dell’assistenza sanitaria, uno degli strumenti non può che essere la farmacia dei servizi, perché le farmacie hanno una diffusione capillare su tutto il territorio regionale, rappresentando di fatto, a volte, l’unico presidio sanitario esistente sul territorio e consentono quindi di portare sotto casa dei cittadini molti servizi sanitari, altrimenti di difficile accesso per quanti vivono nelle arre disagiate della regione, come le cosiddette aree interne.

Far sì che il cittadino possa recarsi in farmacia per controllare l’aderenza alla terapia prescritta in caso di ipertensione o diabete, per effettuare alcune prestazioni diagnostiche di prima istanza come l’esame del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia, ma anche per sottoporsi ad ecografia, elettrocardiogramma, holter pressorio o cardiaco per la rilevazione dinamica della pressione arteriosa, spirometria, esame del fondo oculare o controllare emoglobina, creatinina, transaminasi, ematocrito e tempo di protrombina, significa in concreto venite incontro alle esigenze dei pazienti e liberare gli ospedali da compiti che è opportuno svolgere attraverso la medicina del territorio.

Senza dimenticare il ruolo che possono svolgere le farmacie nella realizzazione di programmi di educazione sanitaria e delle campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale, come ad esempio gli screening, o nella messa a disposizione degli utenti di operatori socio sanitari, infermieri e fisioterapisti, che possano effettuare al domicilio del paziente le prestazioni prescritte dal medico di famiglia.

Più servizi per i cittadini e migliore accessibilità alle cure, quindi, ma anche minor carico di lavoro per le strutture ospedaliere, per effetto dello snellimento delle liste di attesa relative a molti accertamenti diagnostici e visite specialistiche.

Fattori che concorrono a favorire una maggiore coerenza degli ospedali rispetto alla loro vocazione naturale, cioè la gestione delle acuzie.

A distanza di 10 anni dalla emanazione delle prime norme che prevedevano l’erogazione in farmacia di nuovi servizi ad alta valenza socio-sanitaria, anche la Basilicata sperimenterà questo nuovo modello gestionale in grado, per davvero, di migliorare la salute e le condizioni di vita dei nostri cittadini”.

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